Un articolo sulla storia dell’hennè
Riporto di seguito parte di un articolo tradotto e ridotto da me sulla storia dell’hennè, che mi sembra interessante per chiarire le origini, seppure remote e difficili da ricostruire, delle tradizioni legate a questa pianta… Ricordate che l’hennè originale e naturale al 100% usato per la body art è l’hennè rosso, lawsonia inermis, mentre altre varianti sono ottenute con aggiunte di ingredienti chimici.

hennè fresco del Rajasthan, foto di Holikarang. L’hennè indiano migliore è coltivato in questa zona desertica del subcontinente indiano
L’hennè
Questa pianta affascinante è conosciuta in tutto il mondo per la bella tinta colorata che è usata dagli orientali per decorarsi le mani e il corpo. Si dice che gli Egiziani preparassero sia un olio sia un unguento con i fiori per ammorbidire le membra e pare che i faraoni si tingessero i capelli con le foglie dell’hennè. Il nome botanico dell’hennè è lawsonia inermis, ma è anche comunemente noto come reseda giamaicana, mehndi, ligustro egiziano, o lawsonia liscia1. Il suo nome arabo è henna e il nome indiano più popolare è mendhi2. Le primi civiltà delle quali si ha prova che usassero l’hennè includono i Babilonesi, gli Assiri, i Sumeri, i Semiti, gli Ugaritici e i Canaaniti. Le foglie della pianta dell’hennè sono la fonte della tinta bruno-rossastra ampiamente usata per la body art nota come mendhi nel Sud Asi. Prima usata nel vicino oriente e nel Sud Asia, l’arte dell’hennè è ora conosciuta in tutto il mondo.
Vi sono diversi manufatti di Iraq, Palestina, Grecia, Egitto, Creta e Roma a partire dal 1400 a.C. fino al I d.C. che ritraggono donne con motivi all’hennè sulle mani. Il primo centro di impiego dell’hennè come adornamento femminile sembra essere stato nel Mediterraneo orientale, dove cresce selvatico. Veniva usato delle donne canaanite nei tempi pre-biblici. I canaaniti diffusero le loro tradizioni, incluso l’impiego dell’hennè, nel Nord Africa, tra il 1700 e il 600 a.C., in particolare stabilendo le tradizioni berbere dell’hennè in Marocco.
L’hennè era usato in Palestina dal più antico periodo storico e vi sono documentazioni romane che l’hennè veniva usato dagli Ebrei che vivevano a Gerusalemme durante il periodo storico della nascita di Cristo. Con l’avvento dell’Islam, nel VI-VII secolo d.C., la tradizione dell’hennè fu inglobata tra le usanze musulmane dalle tradizioni dell’hennè delle donne del Medioriente occidentale che erano si erano diffuse e stabilizzate da lungo tempo. Mentre l’Islam si espandeva velocemente in diversi paesi, l’uso dell’hennè lo accompagnava. Tutti i paesi che facevano parte del mondo islamico hanno usato l’hennè in qualche epoca, il più delle volte come parte delle cerimonie di matrimonio. In molti di questi paesi si continua a celebrare la ‘notte dell’hennè’ e considerano l’hennè come un bell’ornamento adatto alle donne ancora oggi.Sin dal 1890 è stato largamente usato in Europa per tingere i capelli, in genere in forma di shampoo e ottenendo diverse sfumature con l’aggiunta di altre erbe, come l’indigofera tinctoria3. Come tintura per la pelle o le unghie la polvere può essere mescolata con il succo di limone, resa pasta con l’acqua calda e stesa sulla parte da tingere, lasciandovela per una notte.
Le parti usate sono le foglie che vengono essiccate e poi tritate per ottenere una polvere verde scuro. I fiori e anche i frutti vengono altrettanto usati. I fiori sono molti, piccoli, di colore bianco, giallo, o rosa, e fragranti. La pianta cresce a stento in foreste secche decidue, perlopiù coltivata in forma di siepe. Si trova soprattutto in Egitto, India, Kurdistan, Iran, Siria4.
I fiorellini crescono su arbusti nani di 8-10 piedi di altezza e raggiungono fino a 6 metri d’altezza.

foto tratta dall’articolo originale, fiori di hennè
Courtesy of www.kingtutshop.com traduzione, adattamento e note © Holikarang
1 N.d.T. inermis significa priva di spine dunque liscia. Mehndi è la trascrizione corrente dall’hindi, ma nell’articolo originale è riportato mendee.
2 N.d.T. henna è in realtà la trascrizione usata in inglese del nome arabo hina, mentre mendhi, che più che la pianta è il termine che si riferisce all’arte della decorazione su mani e piedi con l’hennè, è una varainte di mehndi.
3 N.d.T. indigo, noto in Italia come hennè nero naturale per capelli
4 N.d.T. è coltivata anche in Yemen e Marocco








Grazie ! Sono contenta che il mio costume della Salmantina ti piaccia, detto da un’artista mi fa doppiamente piacere!
Ciao
Commento di Manuela — 30 Luglio, 2007 @ 1:12 pm
caio, ho visto in un negozio una tinta per capelli chiamata Hennè Rosso Egiziano ma non riesco a trovare da nessuna parte una foto di questo colore.
Potete aiutarmi?
ciao, Tania.
Commento di tania — 21 Aprile, 2008 @ 7:15 pm
Salve Tania, credo che ‘egiziano’ indichi la proveninza e non il colore. Devo dire che non impiego normamente hennè egiziano, prediligerei quello marocchino fossi in te, ma questa è una mia personale opinione. Poi non ho idea se questa tintura di cui mi parli contenga solo hennè o no o se indichi solo un tipo di colore, sarebbe a dire una tintura che dà un colore simile all’hennè egiziano. Ripeto, tra l’altro, che l’hennè originale è solo di colore rosso, le varie altre colorazioni sono ottenute dal mescolarvi altre erbe o, talvolta, componenti sintetici. Direi che il nome sulla scatola non dice molto…
Commento di holikarang — 21 Aprile, 2008 @ 9:03 pm