Ecco un video molto interessante dell’artista Kim Brennan di Hasina Mehndi all’opera con i suoi grandi motivi floreali tipici…
Ecco un video molto interessante dell’artista Kim Brennan di Hasina Mehndi all’opera con i suoi grandi motivi floreali tipici…
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Ecco una foto del motivo che ho disegnato sulla mia mano con il nuovo hennè jamila raccolto estivo 2007. Questo è il colore dopo 24 ore che ho rimosso la pasta e potrebbe scurire ancora nelle successive 24 ore… Il disegno è di Holikarang.

© 2007 Holikarang
Ieri ho disegnato con l’hennè un disegno in stile tribale su richiesta di una persona. Il disegno è tratto dal film (uno dei miei preferiti) Dal tramonto all’alba, dove lo indossava il personaggio interpretato da George Clooney e il risultato è stato più o meno questo

copyright Holikarang
Naturalmente nella foto, la pasta è ancora in posa e non si vede ancora il colore finale…
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L’arte tradizionale dell’hennè usa dei motivi tipici. Costruire un disegno significa impiegare creativamente questi motivi in modo coerente… Ecco un semplice disegno realizzato da Holikarang impiegando un fiore, un motivo kashmir e altri semplici elementi passo dopo passo per spiegare come procedere…

Visista anche il video tutorial su come applicare l’hennè! http://holikarang.wordpress.com/2008/07/06/come-fare-un-disegno-in-stile-indiano-con-lhenne/
© 2007 Holikarang
Ecco alcuni sample di nomi italiani trascritti in hindi.
Alessandro

Luca
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Anna

Paolo

Paola

22/03/2011
© 2007 Holikarang se volete usare le immagini nel post per riprodurre i nomi potete farlo, ma chiedo di citare la fonte.
26/08/2010 Da questa data accetto richieste per trascrizioni (sia a mano sia digitali) tramite il mio negozio etsy solamente. Grazie
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Indian Bride Foto nserita originariamente da Tê@M ЀVÏ£
La parola tatuaggio deriva dal polinesiano “tatau” che letteralmente significa battere o marchiare e indica il picchiettare del legnetto sull’ago per bucare la pelle.
L’introduzione di questo termine polinesiano è da attribuire al capitano James Cook che nel suo diario descriveva la tecnica del tatuare degli indigeni polinesiani(http://www.lukered.com/TATTOO/storia-dei-tatuaggi).
La tecnica dei tatuatori polinesiani, infatti, era diversa da quella dei tatuatori contemporanei occidentali, ma contemplava sempre la penetrazione dell’inchiostro nella pelle. Questi tatuaggi erano segno di un’appartenenza a clan e tribù distinte e indicavano il passaggio all’età adulta, anzi, erano essi stessi una prova del passaggio, in quanto sottoponevano a una pratica dolorosa la persona che così dimostrava di essere degna di entrare nella fase adulta.
L’hennè ha un significato, delle tecniche e delle tradizioni molto ricche, ma diverse, per questo ha una sua dignità, così come il tatuaggio, a differenza delle semplici pratiche estetiche di un disegnetto (non che ci sia nulla di male, ma c’è differenza…).
In Marocco quella dell’hennè è detta naqsh (arte), mantre in India la body art all’hennè è detta mehndi. Questa è impiegata tradizionalmente nel contesto dei riti di passaggio, principalmente sulle donne (mentre il tatuaggio è in origine principlamente maschile, anche se non esclusivo).
A differenza del tatuaggio, l’hennè non è una prova in se stessa, ma una protezione. Oggi giorno le popolazioni che lo usano per tradizione dicono che ‘tiene lontano il malocchio’ e questo corrisponde al fatto che l’hennè ha origini nelle pratiche di protezione all’interno dei riti di passaggio.
Secondo gli antropologi, sin da tempi remoti, alcune popolazioni usavano ricoprirsi con l’ocra rossa durante i riti di passaggio, in particolare le donne. Questa ricordava il sangue offerto nei riti sacrificali che era, dunque, considerato purificante.
Anche il fatto di disegnare prevalentemente su mani e piedi non è un caso, anche se è dovuto ugualmente al maggiore potere tingente dell’hennè su queste zone dove la pelle è più spessa. Sulle mani e sui piedi, infatti, sono presenti dei punti energtici molto importanti, attraverso i quali l’energia entra ed esce dal corpo secondo diverse tradizioni. Al centro del palmo e sulla punta delle dita, per esempio, si trovano importanti chakra ‘minori’, o plessi energetici.
Insomma, proteggere queste porte del corpo corrisponde alla pratica di preservare l’integrità energetica della persona nel corso del rito di passaggio.
Queste cerimonie non hanno un valore religioso, in quanto le loro origini sono ben più antiche, ma mantengono la loro importanza nel preservare l’identità di una cultura.
Anche i disegni che vengono praticati hanno un loro significato, in genre sono propiziatori della fertilità o protettivi. Lo stile matrimoniale indiano, addirittura, riporta talvolta intere processioni nuziali sulle braccia della sposa e ama molto lo stile figurativo.
Per un’artista, quella dell’hennè, è una forma espressiva molto particolare, poiché l’apprendimento dei motivi tradizionali permette l’espressione della sua individualità soprattutto nel dettaglio e nell’armonizzazione e gestione dei canoni tradizionali.
Infine, così come un tatuaggio deve essere visibile e restare, l’hennè vero DEVE SBIADIRE perché è il segno di un momento di transizione e indica la ciclicità della vita umana, così come l’intricato mandala di un monaco tibetano….
Naturalmente, tutto questo si applica all’hennè rosso naturale e tradizionale, mentre i disegni neri fatti sulla spiaggia o da un’estetista hanno tutt’altro significato e oltretutto, non usano una sostanza naturale.
Ricordo che quando ero più ragazzina ho desiderato, un po’ come tutti, a un certo punto, tatuarmi qualcosa. Seppure a quell’età tatuarsi rappresenti una specie di affermazione della propria crescita, ricordo anche il disegno che avevo scelto e il posizionamento…ebbene, oggi me ne vergognerei e non mi piacerbbe affatto. Questo perché la personalità muta e laddove la motivazione del tatuaggio sia prevalentemente estetica o legata al momento, non credo sia sufficiente per modificare in modo permanente il corpo, seppure di poco.
Allo stesso modo, ricordo ogni motivo con l’hennè che ho indossato o quasi e lo lego a un momento distinto e preciso, seppure non sia più visibile sulla mia pelle.
© Holikarang 2007
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