Holikarang – body art naturale

27 Maggio, 2008

Considerazioni e opinioni personali sull’hennè nero

Archiviato in: hennè — holikarang @ 8:10 pm

donna sudanese con hennè nero(foto di Steve Evans) Ho deciso di scrivere questo post in seguito a degli avvenimenti recenti e in seguito ad alcuni messaggi che ho ricevuto sul blog. Avevo scelto per diversi motivi, che spiegherò più avanti, che non avrei dedicato su questo blog un articolo al cosiddetto hennè nero, né avrei accennato all’argomento a meno che non mi fosse rivolta direttamente una domanda a riguardo. Ebbene, ora però è venuto il momento di chiarire alcuni punti sulla questione hennè nero per rispondere ai dubbi di alcuni e per chiarire il mio punto di vista personale.

Vorrei precisare comunque che questo è un post per tutti coloro che davvero vogliono sapere una mia opinione genuina, basata su degli approfondimenti concreti e di varie fonti, e non per persone che devono o meno convincere gli altri a usare una sostanza piuttosto che un’altra. Qui esprimo una mia opinione che possa o meno interessare gli altri e chi legge può interpretarla come desidera, dire la sua e trarre le proprie conclusioni personali.

Innanzitutto desidero spiegare subito cosa è l’hennè per me e perché mi appassiona. L’hennè, per quanto mi riguarda, è una forma d’arte estremamente raffinata, nonché forma di espressione popolare in diverse culture. Questi due sono gli aspetti principali che mi hanno attratto dell’hennè. La simbologia, il significato, la ritualità, la raffinatezza, il significato culturale. Dopoiché, quando inizi a praticarla, quest’arte offre anche altri aspetti affascinanti, ma diversi, che riguardano l’uso cosmetico ed estetico di questa sostanza.

Poiché, quale studiosa e appassionata di cultura indiana nelle sue varie espressioni, sono sempre stata attratta dall’hennè originale, la lawsonia inermis, quella che lascia una colorazione marrone-rossastra, ho sempre considerato una cosa distinta le tinutre temporanee per riprodurre disegni in stile tatuaggio e prima di interessarmi di body art non ne sapevo molto io stessa.

A seguito della mia permanenza in India, la mia curiosità è cresciuta e ho cominciato a informarmi a fondo per quanto possibie, così come sono solita fare quando qualcosa mi interessa molto e sono perciò venuta a sapere tra le altre cose dei problemi dati da sostanze chimiche semipermanenti di colore nero. Inizialmente queste venivano impiegate in sostituzione dell’hennè autentico (lawsonia inermis) nei paesi dove la carnagione delle persone era più scura. Questo perché nelle culture dove l’hennè è impiegato nei riti di passaggio come il matrimonio, è spesso cosiderato di buon auspicio che il colore sia il più scuro possibile e per ottenere il migliore risultato si aggiungono sostanze di tutti i tipi, dalla benzina alla tintura chimica per capelli, da cui, appunto il cosiddetto hennè nero.

Tale tintura è poi stata importata dai cosiddetti tatuatori di strada che regalano a turisti e passanti un disegnino della durata di qualche giorno o settimana a imitazione dei tatuaggi. In occidente, infatti, ormai il tatuaggio è un accessorio modaiolo, da sfoggiare nelle sere d’estate, ma molti preferiscono evitare la scelta definitiva del tattoo permanente e ritengono innocua l’opzione del cosiddetto hennè nero, perché non permanente, non sottocutanea e apparentemente ‘naturale’…per quel nome..hennè.. associato facilmente a prodotti erboristici.

Ora… a quanto si sa da diverse fonti la sostanza ‘incriminata’ sarebbe questa PPD o parafenilendiamina, un additivo altamente sensibilizzante che in acuni individui o casi può dare reazioni di vario grado e talvolta a lunga durata o addirittura permanenti.

Le fonti reperibili in rete in italiano a cui mi rifaccio principalmente, per non citare fonti -più numerose- in inglese, sono le seguenti

http://www.edi.admin.ch/aktuell/00705/00724/index.html?lang=it&msg-id=1604

http://www.farmacovigilanza.org/cosmetovigilanza/news/0601-01.asp

http://www.hennapage.com/henna/ppd/smallbroch1_italian.pdf

http://www.hennapage.com/henna/ppd/bigbroch_italian.pdf

facendo una ricerca in internet in italiano con hennè nero o in inglese con black henna, si ottengono molti più risultati, ma questi mi sono personalmente sembrati i più autorevoli e precisi, comunque ognuno può e deve -se interessato- consultare tutte le fonti che appaiono abbastanza precise.

Una delle mie scelte è anche di non pubblicare direttamente qui nel post le foto delle varie reazioni all’hennè nero, perché ritengo che fare dell’allarmismo sia controproducente molte volte, tuttavia queste sono reperibili nella maggior parte degli articoli sull’hennè nero.

Si dice in sostanza che tale additivo, repribile anche in tinture per capelli, non solo possa dare in alcuni casi reazioni di varia entità, talvolta anche permanenti o di lunga durata, ma che questa sostanza sia cancerogena e transdermica, ovvero entri nel sistema circolatorio attraverso la pelle e che la sensibilizzazione non è per forza ottenuta con la prima applicazione, ma potrebbe avvenire, per dire, anche alla decima, ecc. ecc.

D’accordo -molti dicono- ma ci sono così tante cose che sono cancerogene (come il fumo per dirne una), eppure non sono vietate o evitate. Sì, ma io penso che non mi verrebbe in mente di offrire una sigaretta a un bambino di 6 anni, mentre ci sono molti bambini le cui madri non sanno questa cosa e permettono ai figli di farsi applicare questa sostanza sulla pelle.  

Ho recentemente scambiato piacevolmente opinioni con una estetista che usa hennè nero sui suoi clienti la quale sostiene di prediligerlo per l’uso sui bambini, perché il prodotto che usa espone gli ingredienti INCI. Hmm… mi chiedo se usare un prodotto da una scatola con gli ingredienti scritti (che dubito comunque vengano ogni volta mostrati e spiegati a chi accompagna il minore a fare il tatuaggio all’hennè) basti a rendere un prodotto sicuro, quando le sostanze contenute sono in dubbio.

La normativa europea in inglese sostiene che la PPD sarebbe ammissibile solo in tinture per capelli e in percentuale minore al 6% (si badi bene che non si dice che tale percentale sia sicura, ma solo ammessa). Quello che ho trovato di facilemnte consultabile, è questo documento in rete che elenca alcune sostanze, tra cui la parafenilemndiamina, che sono state del tutto bandite da prodotti, anche per la tintura del capello.

Il documento è consultabile qui http://www.alderan.it/news/tinture-capelli-luglio-2006.htm 

Poiché tali sostanze sono ancora reperibili nelle tinture per capelli, non so però con che criterio sia applicato tale decreto, tuttavia esso ammette la pericolosità della sostanza.

Per quanto mi riguarda non esistono sostanze ’sicure’ nel senso che il corpo di ognuno reagisce soggettivamente a diverse sostanze, è vero però che, per la mia esperienza, non ho mai visto in persona o in foto allergie all’hennè rosso, mentre ho parlato con persone che hanno reagito male all’hennè con PPD e ho visto diverse foto, anche di persone che hanno avuto una reazione tavolta senza sapere bene a cosa e come, a seguito dell’applicazione di hennè nero, che dicono avvenga diversi giorni dopo l’applicazione. Un esempio sono queste foto, sulle quali capito ogni tanto navigando su flickr:

http://www.flickr.com/photos/forrestguest/765297930/

http://www.flickr.com/photos/8536382@N05/519615078/

So di persone che hanno sofferto di prurito dopo avere applicato pasta di hennè rosso, ma non ho mai sentito di cicatrici per questo e comunque dipende sempre dalle sostanze contenute nella pasta… molte persone, per esempio, sono sensibili agli oli essenziali. Per questo consiglio sempre di farsi la pasta da soli o di farsela applicare da qualcuno di fiducia che possa dirvi con chiarezza cosa contiene la pasta che vi applica.

C’è stata una persona che mi ha chiesto  se ero sicura che l’hennè nero per tatuaggio fosse dannoso. Io sono sensibile alle tinture per capelli e non mi andrebbe di provare se sono reattiva alla PPD, comunque non vedo perché si dovrebbe tentare la sorte. Anche se i casi sono una percentuale, è meglio non essere in quella percentuale, soprattutto quando si parla di segni che restano per anni… Tuttavia, se proprio ritenete di rischiare, forse è meglio rischiare almeno con un prodotto con gli ingredienti espliciti in modo che per qualsiasi evenienza sia possibile comunicarli al medico per fare le prove allergologiche giuste e curarsi in maniera giusta…

Io non ho nessun desiderio di dirvi: usate l’hennè rosso, io piuttosto direi, non usatene nessuno se non siete sicuri, inoltre sono contro gli allarmismi, anche perché in genrale la gente non sa distinguere tra hennè vero ed hennè nero, anche se la differenza è lampante per chi la conosce.

Dico solo, informatevi sempre bene su cosa mettete sulla pelle se non siete sicuri, poi ognuno si faccia la sua opinione e agisca di conseguenza. Io, personalmente, non sento il bisogno di rischiare e non mi interessa l’idea di mettermi a offrire disegni a imitazione di tatuaggi per arrotondare… non che sia una cosa sbagliata, ma credo che sia anche importante conoscere le sostanze con cui si lavora e non solo pensare ai guadagno finale.

 

2 Maggio, 2008

Arriva l’estate… nuova voglia di hennè…

Archiviato in: hennè — holikarang @ 11:34 am
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